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Dolce, nutriente e gustoso: ecco il mais, il cereale più coltivato al mondo che Cristoforo Colombo portò con sé dall’America

02/08/2022
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Prodotti

Granturco, granoturco, frumentone, granone: il mais ha tanti nomi per la sua grande popolarità e per la versatilità d’uso. Cereale energetico, ricco di carboidrati complessi, in prevalenza amidi e privo di glutine, il suo apporto calorico risulta più basso rispetto a quello di altri derivati di cereali come riso e pasta.

 

E la sua dolcezza incontra il gusto di grandi e piccoli garantendo un buon apporto di proteine, grassi prevalentemente insaturi, vitamine e molti sali minerali, fosforo, magnesio e potassio. Ha, inoltre, un buona quantità di fibra che può contribuire alla regolarità intestinale.

 

Insomma, un alimento energetico importante le cui qualità erano già apprezzate in Messico e nell’America Latina prima del’arrivo di Cristoforo Colombo. Le popolazioni precolombiane, infatti, lavoravano già il mais quando Colombo arrivò sull’isola che battezzò Hispaniola. I nativi si servivano della pianta del mais come ingrediente fondamentale della loro alimentazione: con spighe, foglie e gambi ricavavano bevande alcoliche, preparavano lo zucchero, nutrivano il bestiame e ricoprivano i tetti delle capanne, mentre le pannocchie venivano abbrustolite sul fuoco e macinate fino a ricavarne una farina. Questa pianta era talmente importante che la tradizione Maya raccontava come gli esseri umani, nella loro ultima e più perfetta incarnazione, fossero stati creati proprio a partire da un impasto di farina di mais e acqua. Quando arrivò in Europa, il mais venne inizialmente coltivato in alcune zone dell’Andalusia, della Francia e dell’Italia. A metà del Cinquecento la sua coltura era talmente fiorente da diventare la base dell’alimentazione dei contadini di tutta la Pianura Padana. Furono loro i primi a chiamarlo granoturco, così da indicare la sua origine misteriosa e lontana.

 

Nel tempo, il mais è diventato uno dei cereali più prodotti e consumati a livello mondiale. Viene utilizzato soprattutto per l’alimentazione, oltre che nella produzione di biocarburanti, per estrarre amido, olio e altre sostanze destinate a utilizzi industriali. In Europa il mais ha radicato importanti produzioni e tradizioni secolari che si riverberano nelle preparazioni della cucina locale di tanti paesi. Ma il mais rappresenta una preziosa risorsa economica anche per l’Italia: è alla base dell’alimentazione zootecnica da carne e da latte, oltre che essere la materia prima di uno dei nostri piatti della tradizione, la polenta. Sta inoltre acquisendo sempre più valore, assieme al riso, nelle diete gluten-free.

 

Ottenuto esclusivamente da sementi biologiche rigorosamente selezionate, il mais dolce Ohi Vita è certificato dal logo Euro Leaf che ne attesta la corrispondenza agli standard di qualità europei. Il mais biologico certificato viene coltivato senza uso di pesticidi, prodotti chimici, attraverso un ciclo produttivo realizzato nel rispetto dell’ambiente e delle persone, in grado di non alterare le naturali caratteristiche del prodotto. Per coltivarlo occorre realizzare un sistema agricolo autosufficiente, che attinge dalle risorse locali, oltre che salvaguardare l’ambiente e la naturale fertilità del suolo, senza dimenticare di eliminare ogni forma di inquinamento presente sui terreni agricoli al fine di produrre alimenti di elevata qualità nutritiva.