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Formaggi da assaggiare nel 2023? Ben 8 su 10 sono italiani

15/03/2023
copywriter-ohi-vita
Educazione Alimentare

Ogni anno TasteAtlas, portale gastronomico internazionale di riferimento, stila una lista dei cibi da assaggiare “almeno una volta nella vita, che è troppo breve per non provare il meglio della gastronomia mondiale”. Il Made in Italy è presente, com’è immaginabile, in tutte le categorie e le classi alimentari.

 

Ma è soprattutto nei formaggi che l’Italia è protagonista: i primi quattro migliori al mondo, infatti, sono tutti italiani: Parmigiano Reggiano, Gorgonzola piccante, Burrata e Grana Padano.

 

Allargando lo sguardo alla classifica completa dei 50 formaggi più pregiati, le produzioni italiane conquistano ben otto posizioni nei primi dieci, e 12 nei primi 20 classificati. Ecco, infatti, apparire anche lo Stracchino di crescenza (6), la Mozzarella di Bufala Campana (7), il Pecorino sardo (9) e il Pecorino Toscano (10). Senza dimenticare il Pecorino Romano (15), i Bocconcini (16), il Taleggio (17), la Provola (20), la Stracciatella (23), il Fiore Sardo (24), la Mozzarella (28), il Gorgonzola dolce (37), il Caciocavallo Silano (42) e, infine, il Provolone del Monaco (44).

 

Un primato che non è casuale. Con gli ultimi riconoscimenti comunitari, spiega Coldiretti, salgono a 55 i formaggi a denominazione di origine protetta (Dop/Igp) italiani tutelati dall’Unione Europea. “E a Oltralpe mostrano di apprezzare i formaggi italiani visto che le nostre esportazioni sono cresciute di quasi il 27% in valore lanno scorso e sono stimati pari ad oltre 900 milioni di euro nel 2022 per una quantità sulle tavole che sfiora i 130 milioni di chili”. Anche, se, purtroppo, “l’Italia vince anche nelle falsificazioni con Grana Padano e Parmigiano Reggiano che sono i formaggi più imitati nel mondo. Ma copiati sono anche il Pecorino, l’Asiago e il Gorgonzola”.

 

Per onorare il Pecorino Toscano, salito quest’anno nella Top 10 dei formaggi più buoni al mondo, Coldiretti Toscana ricorda come “con 34 milioni di valore alla produzione e 62 di valore al consumo, sia il principale formaggio Made in Tuscany e anche il più venduto all’estero con cinque milioni di euro di esportazioni (+12,2%), secondo l’ultimo rapporto Qualivita – Ismea”. Il pecorino Toscano Dop è una delle due denominazione di origine riconosciute (l’altra è il pecorino delle Balze Volterrane) che determinano la straordinaria crescita della Dop Economy toscana e del paniere regionale con 34 formaggi inseriti tra i prodotti agricole tradizionali.

 

Un’altra classifica, sempre tasteAtlas, premia invece la focaccia col formaggio di Recco Igp come il miglior piatto al mondo nella pasticceria salata. Il sito, a proposito della focaccia col formaggio scrive: “Questa deliziosa focaccia ripiena di formaggio proviene dalla città di Recco, la capitale gastronomica della Liguria, dove può essere trovata in ogni panetteria, pizzeria e ristorante. Si narra che sia stato inventato nel XII secolo quando, secondo la leggenda, i cittadini di Recco preparavano questo piatto per i crociati con quel poco che avevano: farina, acqua, olio e un po’ di formaggio. A differenza della maggior parte delle altre focacce, questa è fatta senza lievito e presenta una crosta sottilissima, tirata a mano, farcita con il formaggio di latte vaccino morbido e dal sapore delicato dei pascoli alpini chiamato stracchino o crescenza. Alla fine dell’800 la focaccia di Recco era ormai tradizionalmente associata alla celebrazione di Ognissanti, ma oggi viene preparata e gustata durante tutto l’anno”.